mercoledì 23 febbraio 2011

Sferruzzare



"Sferruzzare" richiama sempre alla mente un'immagine di vecchiette che lavorano assieme, ognuna con i propri ferri, spettegolando di questo o quello. Un'immagine da "filò", come mi raccontava la mia nonna. Il filò si faceva di sera (e per sera immagino fossero più o meno le 6), nelle stalle durante gli inverni nelle campagne venete. Ci si riuniva per stare un po' al caldo e chiacchierare assieme a quelli della "corte", agli altri contadini. Gli uomini giocavano a carte e parlavano del lavoro nei campi, le donne sferruzzavano, appunto, e parlavano di bambini, di casa e di pettegolezzi. E' un'immagine d'altri tempi, che mi fa tenerezza. La mia nonna materna ha avuto 12 figli 12! Tutti sono diventati adulti, si sono sposati e hanno avuto figli. Immaginatevi le domeniche passate in campagna quando ero piccola. Una schiera di bambini di tutte le età, a rotolare nei campi, litigare per dar da mangiare alle galline, accarezzare i pulcini appena nati cercando di non schiacciarli. Io vivevo in città, in appartamento, ma la campagna la conosco bene, perché fortunatamente i miei nonni hanno abitato nella stessa casa dove era cresciuta la mia mamma, perché è sempre sempre stata un bella grande famiglia, e ci trovavamo tutti lì, ogni domenica, a mangiare, giocare, aiutare.
E' così che ho imparato a sferruzzare, e mi è sempre piaciuto.

Immagine del cosiddetto Filò
Ecco, oggi lavorare a maglia è tornato di moda, esistono innumerevoli blog davvero belli, come quello di Emma Fassio, una talentuosa "knitter", come ormai si usa dire nel gergo internet, che mette a disposizione gratuitamente alcuni dei suoi modelli. Poi ci sono siti come Ravelry e Drops Design (da poco disponibile anche in italiano), che danno la possibilità di accedere ad una miniera di informazioni on line, e a tantissimi modelli con spiegazioni gratuiti! Una vera pacchia.
Adesso mi sto dedicando al riciclo di vecchia lana. Ho appena disfatto un vecchio maglioncino con cerniera, molto grosso, azzurro, fatto da me qualche anno fa. La lana era una lana baby, messa tripla, davvero morbida e bella. Ma il modello non mi piaceva più, era pieno di treccione e pesante. Ho fatto tutto il trattamento, dividendola in matasse, lavandola e mettendola ad asciugare appesa per togliere i "ricciolini" del lavoro precedente. Devo dire la verità, è stato un lavoraccio. Come ricompensa ho avuto dei bei gomitoloni morbidi che ho rilavorato in una mantellina primaverile, non ancora finita, che fotograferò non appena finita.
La voglia di primavera è tanta, così al momento sto guardando tutti i bei modelli che già si trovano nel web: che belle le foto di questi due coprispalle primaverili di Drops, mamma e figlia!


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