domenica 1 dicembre 2013

Vi sarete accorti che... non scrivo più!

Il tempo è davvero poco in una giornata, per poter fare tutto quello che vorremmo. Tutte le mamme lo sanno!
Non riesco a seguire sito, negozi on line, Facebook, laboratorio, figli/marito/cane/casa... Ormai pubblico (poco) solo su facebook, che, assieme al sito, rimangono i luoghi più aggiornati di Scripta Parole da Indossare. Perciò vi rimando alle pagine, e grazie per chi mi ha seguita anche nel blog!
Barbara

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venerdì 30 novembre 2012

Scaldamuscoli Coccole

Anche voi avete gomitoli di lana avanzata da vari lavori? Sicuro, impossibile, per chi lavora a maglia o all'uncinetto non averne. Si possono riciclare in tanti modi: facendo delle babbucce, guanti, manopole, berretti e berrettini, ecc.
Questa volta ho deciso di fare un bel paio di scaldamuscoli per mia figlia, che ha 10 anni (quasi) e che è stata contentissima. Gli scaldamuscoli sono facili da fare, si possono lavorare con i ferri circolari o fare la cucitura dietro, quindi due rettangoli a prova di principiante!
Con i leggins, i jeans e un bel paio di stivali (o delle scarpe da ginnastica) stanno benissimo, tengono caldo, e faranno felici le vostre bimbe :-)
Ecco la foto di quelli che ho fatto io:


La lavorazione è molto semplice, ma per chi non avesse tanta dimestichezza, ho scritto lo schema. Le treccioline sono molto semplici, perché non serve il ferro ausiliario!

Ecco lo schema gratuito:-)

FG Scaldamuscoli Coccole l 
Occorrente

·                70 Gr Circa di Lana
·                Ferri 5.5
·                Ago da Lana

Punto tubolare: 1 m. diritta, 1 mm passata a rovescio. Continuare in questo modo per tutti i ferri, ricordando di lav. il diritto sulla m. diritta e passare la m a rovescio sulle m. rovesce.

Punto costa 1/1: 1 m. a diritto, 1 m. a rovescio. Continuare in questo modo per tutti i ferri, ricordando di lav. il diritto sulla m. diritta e rovescio sulle m. rovesce.

Punto Finta Treccia:
1 ferro: 2 m a diritto, 2 m. a rovescio.
2 ferro e ferri pari: lav. le maglie come si presentano.

Lavorazione

Avviare 44 maglie e lavorare a tubolare per 4 ferri. Continuare a p. costa 1/1 per 4 cm.
Iniziare il p. finta treccia e proseguire per 30 cm circa. A questo punto riprendere la lavorazione a p. costa 1/1, e proseguire per circa 2.5 cm. Gli ultimi 4 ferri vanno lavorati a m. tubolare. Raggiunti i 4 cm di bordo chiudere tutte le maglie. Potete scegliere di chiuderle con un semplice punto catenella, oppure con l’ago. In quest’ultimo caso il bordo risulterà più morbido.

3 ferro: ripetere il ferro n. 1
4 ferro: *lav a diritto la seconda maglia (passando davanti alla prima) senza farla scendere dal ferro, lav. a dir la prima maglia e farle scendere dal ferro entrambe; lav. 2 m. a rovescio*. Ripetere fino al termine del ferro.
5 ferro: riprendere lo schema dal ferro n. 1

Al termine del lavoro cucire gli scaldamuscoli a rovescio, saldare i fili… indossare!


Per chi preferisce il formato PDF, lo può scaricare qui: Scaldamuscoli Coccole
Spero questo piccolo schema vi sia utile... buon lavoro!




sabato 10 novembre 2012

Babbucce Infeltrite

Ecco a voi il mio primo (va beh, dài, secondo o terzo) lavoro a maglia infeltrito. I primi 2 esperimenti sono stati un vero disastro, e avevo totalmente scartato l'infeltrimento, nonostante sia una tecnica che mi piace molto.
Ecco il risultato (sono estremamente soddisfatta) di questo bel paio di pantofoline:


Non sapevo come sarebbero venute, perché ho usato lana che avevo in casa da tanto tempo, ma mi sembrava pura lana, e ad una semplice prova cosiddetta "dello sputo" (fa schifo, lo so, io uso acqua), risultava infeltrirsi. La prova dello sputo è un sistema molto usato in America per unire 2 filati, (anche di diverso colore) senza lasciare tracce ne' successive saldature nel lavoro a maglia. Si chiama "spit splicing" (letteralmente sputa e congiungi), e se dovesse interessarvi come tecnica, ne trovate un buona spiegazione qui, è in inglese, ma corredata di foto, si capisce bene.
Tornando alle mie belle babbucce, ho girovagato su Ravelry, per trovare un bel paio di pantofoline da casa da lavorare a maglia, e mi sono imbattuta in questo bellissimo modello, le Duffer Slippers, vi ho linkato il sito principale, ma se volete acquistare il modello vi rinvierà a Ravelry. Sono stupende, il modello contiene le spiegazioni per lavorarle sia piane che con i ferri circolari, in tante misure; costa poche sterline, ma le vale tutte!
Dato che non amo molto la post-produzione della maglia (ossia le cuciture e le saldature dei fili), ho deciso di lavorare in tondo. E non solo, mi sono lanciata nel Judy's Magic Cast On, conosciuto anche come JMCO, che permette di montare i punti in modo tale da lavorare in tondo (con fondo chiuso, come nel caso di un calzino) totalmente senza cuciture! Lo sforzo di capire come funziona vale la soddisfazione del risultato!!!
Il modello si lavora in soli 19 giri (davvero!) ed è un po' addictive: non smettereste più di farne.
La più grossa difficoltà, per noi posseditrici di una lavatrice con carica frontale, è il controllo dell'infeltrimento, che andrebbe fatto ogni 10 minuti circa. Il che diventa molto frustrante. Ma il risultato sarà un capo in lana "quasi" cotta, compatto, caldo e resistente. Anche un bel regalino, no?
Se non volete lanciarvi in infeltrimenti vari, o preferite un modello gratuito, ve ne segnalo alcuni, perché ce ne sono di moooolto carini:

Queste sono le Mary Jane Slippers, del sito The Purl Bee (gratuito, lavorato senza cuciture, ma bisogna riprendere i punti. Rifinite con un bordino I-cord, sono deliziose.


E che dire di queste coccolissime Kimono Slippers? Le trovate qui, e sono facili da lavorare e costruire: richiedono un bel po' di cuciture, ma sono così carine!


Per ultime ho scelto queste Cabled Slippers, lavorate a treccioline. Le trovo chic ed eleganti, pur essendo pantofole :-) Sono un modello gratuito di Patons, e si può scaricare il pdf direttamente da qui.


Tutti modelli che vi ho indicato sono in inglese, ma sono piuttosto semplici, e con un dizionarietto scaricabile dalla rete si possono facilmente tradurre: ecco quello più completo e utilissimo, il Betta's Knitionary, messo a disposizione dal sito UnFiloDi.com :-)



venerdì 9 novembre 2012

Nuovo Vestito!

Avevo voglia di rinnovare il blog, così ho cambiato il "vestito" esterno, sostituendo il logo con quello che già da un po' c'è nel mio sito.
Il tutto è un po' più semplice, più pulito e spero più leggibile. Ho aggiunto una pagina dedicata alla maglia (nel senso di sferruzzamenti), perché è una delle cose che mi piace fare, e che mi sta dando delle belle soddisfazioni. I miei lavori a maglia quasi sempre li regalo, li faccio per i miei bimbi, o per le amiche e i loro piccoli :-)
Il mio laboratorio è sempre più pieno di cose, di attrezzi, e anche di idee. Sto lavorando su nuove tecniche, e spero di poter presto pubblicare le foto delle nuove creazioni.
Spero piaccia anche a voi, come a me ♥♥♥

mercoledì 23 febbraio 2011

Sferruzzare



"Sferruzzare" richiama sempre alla mente un'immagine di vecchiette che lavorano assieme, ognuna con i propri ferri, spettegolando di questo o quello. Un'immagine da "filò", come mi raccontava la mia nonna. Il filò si faceva di sera (e per sera immagino fossero più o meno le 6), nelle stalle durante gli inverni nelle campagne venete. Ci si riuniva per stare un po' al caldo e chiacchierare assieme a quelli della "corte", agli altri contadini. Gli uomini giocavano a carte e parlavano del lavoro nei campi, le donne sferruzzavano, appunto, e parlavano di bambini, di casa e di pettegolezzi. E' un'immagine d'altri tempi, che mi fa tenerezza. La mia nonna materna ha avuto 12 figli 12! Tutti sono diventati adulti, si sono sposati e hanno avuto figli. Immaginatevi le domeniche passate in campagna quando ero piccola. Una schiera di bambini di tutte le età, a rotolare nei campi, litigare per dar da mangiare alle galline, accarezzare i pulcini appena nati cercando di non schiacciarli. Io vivevo in città, in appartamento, ma la campagna la conosco bene, perché fortunatamente i miei nonni hanno abitato nella stessa casa dove era cresciuta la mia mamma, perché è sempre sempre stata un bella grande famiglia, e ci trovavamo tutti lì, ogni domenica, a mangiare, giocare, aiutare.
E' così che ho imparato a sferruzzare, e mi è sempre piaciuto.

Immagine del cosiddetto Filò
Ecco, oggi lavorare a maglia è tornato di moda, esistono innumerevoli blog davvero belli, come quello di Emma Fassio, una talentuosa "knitter", come ormai si usa dire nel gergo internet, che mette a disposizione gratuitamente alcuni dei suoi modelli. Poi ci sono siti come Ravelry e Drops Design (da poco disponibile anche in italiano), che danno la possibilità di accedere ad una miniera di informazioni on line, e a tantissimi modelli con spiegazioni gratuiti! Una vera pacchia.
Adesso mi sto dedicando al riciclo di vecchia lana. Ho appena disfatto un vecchio maglioncino con cerniera, molto grosso, azzurro, fatto da me qualche anno fa. La lana era una lana baby, messa tripla, davvero morbida e bella. Ma il modello non mi piaceva più, era pieno di treccione e pesante. Ho fatto tutto il trattamento, dividendola in matasse, lavandola e mettendola ad asciugare appesa per togliere i "ricciolini" del lavoro precedente. Devo dire la verità, è stato un lavoraccio. Come ricompensa ho avuto dei bei gomitoloni morbidi che ho rilavorato in una mantellina primaverile, non ancora finita, che fotograferò non appena finita.
La voglia di primavera è tanta, così al momento sto guardando tutti i bei modelli che già si trovano nel web: che belle le foto di questi due coprispalle primaverili di Drops, mamma e figlia!


mercoledì 16 febbraio 2011

Barrette ai cereali DAVVERO senza zucchero!

Molte mamme che hanno bambini in età scolare si trovano a dover fare i conti con le merendine. Io non le ho mai mangiate da piccola, andavamo di panini al prosciutto o con burro e zucchero. E, che ci crediate o no, un panino con burro e una spolveratina di zucchero è molto più sano di una qualsiasi merendina del supermercato. E' consigliato perfino per i bambini diabetici (con poco zucchero) nel bellissimo libro "la Merenda con il Leone",  realizzato dal Servizio Diabetologia Pediatrica dell'Ospedale Sacco di Milano.
Mia figlia non può assumere zuccheri, e il confronto quotidiano con le merende supergolose e superzuccherate (se non peggio) dei compagni era diventato quasi ingestibile. Nonostante cucinassi torte e tortine di tutti i tipi ogni mattina alla domanda "cosa mi metti come merenda" seguivano solamente mugugni!
Ho scoperto le barrette ai cereali fatte in casa, il web è pieno di ricette, come questa splendida di Barretta fai da te di Elisa, della quale vi metto una succulenta foto:


Ed ecco il trucco per giovani e meno giovani, diabetici e non, per non far salire la glicemia: Sciroppo d'Agave. Lo si trova per lo più nei negozi di prodotti biologici, ma anche in qualche supermercato. E' un liquido vischioso e dolce simile al miele, ma un po' meno denso. Dolcifica più dello zucchero (quindi bisogna adattare le dosi, in genere per 100 gr. di zucchero si usano 75 gr. di sciroppo d'agave, io ne uso anche meno). Ma la vera magia di questo sciroppo è che ha un Indice Glicemico molto basso. E' un po' costoso, ma se ne usa poco ;-)
Ecco la mia ricetta, provata ed approvata!

Ingredienti:
  • 1 tazza di fiocchi d'avena
  • 1 tazza di cereali misti: fiocchi di riso, farina di cocco, cereali di riso. (Si può mettere tutto ciò che si preferisce e che viene tollerato: uvetta, nocciole tritate, ecc.)
  • 40 gr. circa di cioccolata fondente senza zucchero (tipo Cuore Nero) frantumata in piccoli pezzi
  • 5 cucchiai di burro di arachidi non zuccerato, al naturale
  • 100 gr. di sciroppo d'agave
  • 1/3 di tazza di olio di semi (oppure un olio biologico, dal gusto quasi insapore, tipo l'olio di palma)
Procedimento:
Fare tostare a secco in una padella antiaderente i fiocchi d'avena, finché assumono un bel colore dorato ed un buon profumo. Versare in ua ciotola e lasciare raffreddare.
Nel frattempo mettere il burro di arachidi in una padella assieme allo sciroppo d'agave finché diventano una crema densa e "caramellano" leggermente.
Aggiungere i cereali misti all'avena e versarvi sopra la crema ottenuta, ancora calda. Aggiungere anche l'olio. Mescolare molto, fino ad amalgamare il tutto ed ottenere un impasto "grumoso".
Se desiderate che i pezzetti di cioccolato si sciolgano in mezzo all'impasto uniteli subito e mescolate, altrimenti aspettate che l'impasto raffreddi e poi uniteli. In questo modo la cioccolata risulterà a pezzi "masticabili".
Foderare con carta forno una teglia bassa e rettangolare di medie dimensioni, una da pizza andrà benissimo. Schiacciare bene l'impasto con il palmo delle mani, fino a riempire tutta la teglia, e comprimere bene, livellando il tutto.
Lasciare raffreddare e tagliare a pezzi con un coltellino.
In genere io taglio queste dosi in 14 pezzi, incarto in pellicola ogni pezzo e conservo in frigo per una settimana. Si possono anche mettere in congelatore! Et Voilà, ne siamo tutti ghiotti!